Scambio con un lettore (inizia il lettore)





Innanzitutto un commento in generale. Penso che oggi sia importante essere molto chiari parlando d'arte. Tu invece sei troppo ermetico; lo sei sempre stato dai primi ns contatti; sembra che non voglia mai andare in fondo alle questioni. La tua frase della mail di risposta alla mia "Mi interessa più una natura dell'opera che viva su più livelli", sembra  supportare questa interpretazione di un lavoro, il tuo, che voglia essere volutamente e appositamente confuso.é così?

Assolutamente no. Quando ti chiedo di guardare il progetto sky, dovresti limitarti a guardare le immagini e le didascalie, come in un qualsiasi museo. La prima opera vive su più livelli: almeno due: la sua esistenza immaginata e tu che guardi l'immagine a casa tua. L'opera è in differita, come la partita di sky; con la differenza che autore e spettatore possono fare la partita. I ragazzi della pubblicità possono fare la loro opera e postarla immediatamente su internet.

Io: ho riguardato l'immagine e la didascalia. I due livelli che tu citi sono i soliti due livelli di fronte ad un immagine (quella immaginata es del paesaggio rappresentato e quella in cui lo spettatore la guarda; cfr Paolini con il giovane che guarda Lorenzo lotto). Lo stesso accade con i miei buonsens: io propongo un'esperienza e lo spettatore la immagina (primo livello e qui il concettuale anni '70 si ferma, come Paolini) ma poi la deve sperimentare lui stesso (secondo livello) altrimenti la sua opera non esiste. Per ovvi motivi anche nel mio caso l'opera è differita. 

LR: Quando tu guardi la prima opera di sky questa sya avvenendo dove ti trovi e basta. Certamente vive anche in una dimensione immaginata. Quando guardi l'11 settembre, lo immagini, non lo vivi. E pensi di conoscerlo. Io sto dicendo che l'11 settembre vero è a casa tua. E prima di essere l'11 settembre, è stato il 10 settembre. Viviamo un continuo 10 e 11 settembre. Non vediamo bene il 10 e quindi scivoliamo nell'11. Viviamo una cecità, che è vista apparente. 


Non mi è peró chiaro che significa che i ragazzi della pubblicità (proprio loro o chi come me guarda la tua immagine?) possono postare su internet la loro opera (questa è in assoluto o qualcosa relativo al tuo lavoro Sky?). Ma allora perché confini il mio lavoro ad una pratica anni 70 e il tuo invece sarebbe contemporaneo?

LR: Certo! Tu stesso sei uno di quei due ragazzi, fai la tua opera e la comunichi con un blog. Il punto non è chi arriva prima a fare una cosa -appaentemente - nuova e innovativa. Tu suggerisci alle persone cose da fare. Quindi? Si tratta del lavoro di Yoko Ono. La prima opera di Sky, ma anche le altre vivono dove sei. Tac. Senza bisogno di altro. Altre volte partono da incursioni improvvise (Gordes, Mart, ...plays..), ma poi finiscono sempre nell'istante e nel luogo in cui sei. Perchè quello è l'unico spazio politico. 

Lo stesso progetto sul tuo blog, Sky, e veniamo ad osservazioni specifiche, non é chiarissimo; ecco i miei dubbi:

1- sono d'accordo sull'essere contro le mostre luna park ma non mi é chiaro come da ciò consegua la tua conclusione su un'arte di retroguardia; dovresti spiegarti meglio

Per evitare le mostre luna park bisogna creare le condizioni per apprezzare l'arte e per formare gli artisti. Quindi formare un pubblico e gli artisti. Diversamente si tende, più o meno, verso lady Gaga o una forma di archeologia cool per adulti (tipo libro di Jung in Biennale). Per fare questo l'artista deve fare un passo indietro, e lavorare contemporaneamente su linguaggio, critica ed education. Diversamente è prigioniero di un circolo vizioso o di un processo lentissimo, per andare oltre luna park ed archeologia citazionista per adulti.

Co: anche nel caso dei miei buonsens l'artista fa un passo indietro come intendi tu. Lo spettatore che prova e/o propone impara il linguaggio dell'arte, creando le basi per criticare l'esistente. 

LR: Nel tuo caso l'artista NON fa un passo indietro, anzi da un compito, come a dire "fa questo che è figo". Anche tu pretendi di fare arte+education (lo spettatore impara il linguaggio dell'arte???). E' come se un professore di medicina, proponesse agli studenti del primo anno di allenarsi subito su operazioni chirurgiche vere. Per avere successo le operazioni dovrebbero essere elementari. Education e arte devono stare distinte. Poi certo ogni cosa può farci pensare e fare su di noi education. Se vuoi intrattenere e fare education con l'oepra d'arte, l'opera è già morta. 


CO: Tu lavori su questi tre piani (critica, linguaggio e education) mantenendoli distinti (interventi critici su artribune, sessioni con Morsiani x educare all'arte, lavori sul tuo blog come Sky) io invece credo nella loro fusione presso il singolo spettatore, perchè + efficace.

LR: Il tuo è un errore, la mostra e l'opera non devono pensare di essere momenti didattici. Ripeto è come se la sala operatoria con pazienti veri sia un aula didattica per studenti alle prime armi. I risultati sono due: o le operazioni sono facilissime (luna park per adulti) e molto pazienti muoiono, o le operazioni vengono sbagliate e molti pazienti muoiono. Tu proponi un 'esperienza come è un esperienza l'autoscontro al luna park. Solo un'esperienza più sofisticata e pretenziosa. 

2- tu dici che questa arte di retroguardia parte dalla casa delle persone, il che non é molto diverso dai luoghi delle mie proposte. Però non è chiaro perché poi dici che ogni posto é internazionale per definizione; quale definizione?

L'Italia, come le case degli italiani, sono i luoghi da cui partire per un italiano. Mentre molti vanno  a Vienna o Berlino. Il blog arriva in queste case e tenta di portare avanti le tre anime che ti dicevo, spesso fondendole e confondendole. Ogni luogo sulla terra è internazionale, quanto meno in potenza. Pensare diversamente è da provinciali o esterofili.

3- non mi é neanche chiara la "sfasatura con il presente" è tutto quel discorso su vuoto, pienoecc.

Non capisci molte cose proprio per via di questa sfasatura. Ma è quello che viviamo sempre nel presente: conosciamo la guerra tramite immagini, ma possiamo anche fare e documentare la guerra. Le mie opere prendono consapevolezza di questo aspetto, stando fuori la moda. La componente di intrattenimento è minima, perche lo spettatore è già trattenuto quando guarda le opere di sky.

CO: frase criptica; in particolare, in che senso posso fare la guerra? 

Nel senso che ognuno può oggi vedere una cosa su internet; può fare una seconda cosa, postarla su facebook; tutti siamo fruitori e creatori di contenuti. 6 miliari di televisioni potenziali. 


CO: Che significa che lo spettatore è già trattenuto - a parte il gioco di parole con intrattenere - quando guarda le opere di Sky?

LR: Perchè quando tu vedi la prima opera di Sky, sei già imprigionato. E' già tutto finito quello che io desideravo. L'opera è un buco nero che ha risucchiato il processo che fa dall'accensione delle luci nello studio dell'artista, fino all'ultimo spettatore che esce dal museo. 

CO: Ho ovviamente una mia interpretazione ma questa mi porta ancora ad una similitudine con i miei buonsens: il rapporto tra l'immagine (mia proposta buonsens) e lo sperimentare è un punto fondamentale del mio modo di fare arte.

LR: Tutto è esperienza, anche guardare immobile una foto su internet. Non c'è bisogno di muoversi, cercare la via montale, recitare una poesia di Montale, fare un giro su se stessi e poi prendere un biglietto per Parigi, ecc ecc. Tu in questo modo dici che là fuori c'è un mondo macro da cui attingere. Mentre il macro non esiste. Ma esistono solo tanti micro. 

4-perché i ragazzi della foto sono un network televisivo potenziale? Perché il singolo può vincere uno a zero contro Obama?

I ragazzi lo sono con i loro smartphone per le cose già dette. Una decisione forte e intelligente per la tua vita rende le scelte di Obama quasi nulle. Difficile è fare scelte forti e intelligenti. Si tende a non volersi guardare allo specchio e colpevolizzare il macro, quando questi non esiste.

Io: bella affermazione e forte e vera. Però dire che il macro non esiste è un po' troppo forte. Le scelte di Obama come presidente non sono il macro che impatta sul tuo micro? Se Obama proibisse di fare l'artista molti "micro" ne sarebbero influenzati. Io penso che il mio modo di fare un po cambierebbe: il mio blog sarebbe mascherato in qualche modo ma lo continuerei nel suo principale modo di essere arte. Ti ho fatto questo esempio x capire se questo è quello che intendi.

LR: Se Obama proibisce agli artisti di fare gli artisti, questa non sarebbe una sua scelta, ma una scelta nata da tanti individui che hanno creato questa tendenza globale. Duchamp insegna che per fare l'artista non serve nulla ma solo il pensiero. Quindi la tua intelligenza vince subito "uno a zero" con Obama. Fatto. La cosa interessante è creare le condizioni per la diffusione di questa intelligenza. Questo oggi può avvenire con un lavoro che vede procedere: linguaggio, education e critica. 

5 - non é chiaro come dal micro si passa al macro della consapevolezza collettiva (io questo lo intendo nel mio lavoro in questo modo: ognuno di quelli che prova la differenza insita nelle mie proposte si rende conto che il mondo può essere diverso e ciò su larga scala va contro l'omogeneizzazione; ma tu lo intendi nello stesso modo?

Il macro non esiste, ma solo una tendenza data da tanti micro. Il micro è l'unico spazio politico dove valutare scelte e cambiamenti. In questo l'arte sarebbe preziosa per aumentare la consapevolezza. E quindi la critica (che è fatta anche dalle opere indirettamente o da progetti di education fatti bene).

Io: ho bisogno di esempi concreti x capire quello che dici, altrimenti sono solo parole 


6- dov'é il quotidiano abbandonato sulla sedia? Spero solo non sia un giochetto critico (come quando il prof di scuola sbagliava e diceva che lo faceva per vedere se eravamo attenti)

Non guardi bene, guardi ma non vedi. Scorri bene Sky.

Se mi chiarisci questi punti posso meglio valutare questo nuovo progetto; certo che se invece il tuo obiettivo é essere confuso e non definitivo allora, diversamente da quello che pensavo, siamo piuttosto lontani. 

P.s. ho visto anche il progetto shit and die. Chiedere alle persone di fare scherzi a cattelan (cioè fare a lui quello che lui fa agli altri).

Non si tratta di fare scherzi ma farne uno che comunicherò all'ultimo. Il lavoro esiste sia che questo avvenga o meno.

In generale, e concludo, ho capito che non vuoi essere chiaro fino in fondo (come il mondo che ci circonda ) ma un lavoro troppo contorto a mio avviso è molto debole (come il mondo che ci circonda).

LR: Queste sono tutte giustificazioni stupide, perchè vuoi salvare il tuo lavoro-passione di artista. Cosa normale. Ma aprire alla critica è il modo migliore per procedere.